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DA ZUFFENHAUSEN CON FURORE

epocauto di febbraio a firma di Elvio Deganello

Partendo dai 500 mq in affitto dalla Reutter, la produzione delle Porsche 356 cresce a ritmo furioso. Il 21 marzo 1951 festeggia il 500° esemplare, in agosto il 1000°. In novembre parte il nuovo stabilimento “Plant 2” e nel marzo 1953 si festeggia l’esemplare numero 5.000. Mentre tutto ciò accade, una serie ininterrotta di modifiche migliora costantemente la qualità e le prestazion.

Il secondo capitolo della storia delle Porsche 356 inizia a Stoccarda-Zuffenhausen in una parte di 500 mq della carrozzeria Reutter presa in affitto dai Porsche per costruire e montare la meccanica sulle scocche che la stessa Reutter fornisce. Quel piccolo locale funge anche da reparto corse, reparto esperienze e officina assistenza clienti, mentre gli uffici sono in un’ex caserma dall’altra parte della strada e il “centro stile” con Ervin Kommenda è in una stanza dell’Hotel Lion a Weilimdorf. Le 356 che escono da Zuffenhausen differiscono dalle prime costruite a Gmünd per la carrozzeria d’acciaio, le luci posteriori rettangolari con sotto i lampeggiatori tondi, il muso senza barre lucide, le maniglie delle porte convenzionali e la plancia con il tachimetro/contachilometri e l’orologio ai quali presto si aggiunge il termometro olio. Restano il parabrezza in due pezzi, il motore di 1086 cc con 40 CV, i paraurti in continuità con la carrozzeria, la plancia imbullonata e il volante “banjo” con tre razze. Il 21 marzo 1951 esce da Zuffenhausen la cinquecentesima 356, festeggiata dal costruttore e dai dipendenti meravigliati di avere raggiunto quel traguardo. Il millesimo esemplare esce sei mesi dopo evidenziando la forte crescita dell’azienda. Nella primavera 1951 il noto motore 1100 è affiancato dal 1300 con l’alesaggio elevato a 80 mm e la cilindrata a 1286 cc che consente 44 CV. In ottobre (model year 1952) l’offerta aumenta con il motore 1500, che ha 60 CV, l’alesaggio di 64,5 mm e la corsa di 74 mm, che resta invariata fino al 1965 per tutti i motori 356. Nello stesso tempo diventa disponibile la guida a destra. Alla fine del 1951 il contagiri sostituisce l’orologio, poi in tutti gli strumenti il colore delle cifre passa dal bianco al verde. Nello stesso tempo il comando a manopola dell’interruttore/deviatore delle luci è sostituito da un tiretto.

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La coda della 356 1300 Coupé telaio # 11260 del 1951. Si notano i fanalini rettangolari, lo stop nella luce targa e il tubo di scarico squadrato. Nella plancia, a destra, si notano gli strumenti marca Veigel con i numeri verdi e il termometro dell’olio marca Motor meter.

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La 356 Coupé 1300 telaio # 11247 costruita nel febbraio 1952 ha i cerchi di 3 ¼”con le finestrelle di ventilazione, ma ha ancora il parabrezza in due pezzi e i lampeggiatori sfalsati rispetto ai fari.

 

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La 540 Competition Roadster telaio # 12336 restaurata. Il modello, più noto con il nomignolo “356 America Roadster”, è stato costruito in soli 16 esemplari con una speciale carrozzeria leggera e le finiture semplificate.

 

 

 

Articolo completo su epocAuto di Febbraio 2024

 

 

 

 

 epocauto 5 2023

  

 

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