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Sonda di misura per oscilloscopi
Un valido complemento per le tradizionali sonde passive/attive
I nuovi oscilloscopi (DSO) con risoluzione di 12-bit ampliano le capacità di effettuare analisi su segnali in alta frequenza. Come sempre nell’ambito RF diviene poi importante curarne l’interfacciamento. Si descrive qui l’uso delle sonde di corrente come opzione per garantire da un lato il minimo impatto verso i sistemi sotto misura e dall’altro tutelare l’integrità dei segnali dai disturbi esterni.
Nell’attuale panorama tecnologico i segnali analogici che impiegano una porzione di banda in alta frequenza (RF) non potrebbero essere più eterogenei. Sovente si tratta di segnali caratterizzati da rigorose tempistiche, definite relazioni di fase e relativamente elevati valori di PAPR (peak-to-average power ratio).
Segnali complessi dunque, che si possono utilmente analizzare e/o monitorare nel dominio del tempo facendo uso di un oscilloscopio dotato di idonee prestazioni. In queste pagine si prende a riferimento il modello SDS824X-HD prodotto dalla Siglent [1], un DSO a quattro canali con larghezza di banda di 200 MHz.
Quanto si descrive trova in ogni modo corrispondenza anche per ogni altro strumento a 12-bit, pure con diversa larghezza di banda (BW), a condizione che all’alta risoluzione in ampiezza sia associato un front-end a basso rumore. Riguardo questo ultimo punto come esempio si riporta in figura 1 il rumore di fondo dell’oscilloscopio menzionato.
Sul display oltre la consueta riproduzione del segnale si è resa attiva la finestra dell’istogramma relativa al parametro “RMS”.
Leggi l'articolo su Radiokit elettronica di marzo 2026

