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Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 hanno visto la più complessa operazione di radiocomunicazioni di Protezione Civile mai realizzata in Italia:
scopriamone tutti i dettagli

Come ben sappiamo, lo scorso febbraio si sono concluse le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Questo evento, per quanto riguarda la Lombardia si è svolto, oltre che nell’area di Milano e hinterland, nelle località valtellinesi di Bormio e Livigno, che per orografia e quota presentano anche diverse criticità per quanto riguarda trasporti e viabilità.

Secondo la corrente normativa, eventi di questa portata impongono un approccio integrato alla pianificazione della sicurezza, che coinvolge Prefetture, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e sistemi di emergenza sanitaria.

In questi frangenti, come stabilito dalla normativa, la Protezione Civile viene attivata come se si trattasse di un’emergenza e opera con compiti di presidio, monitoraggio e assistenza alla popolazione.

Le analisi realizzate dalle prefetture competenti contemplavano un possibile rischio di sovraccarico del sistema stradale e ferroviario che, in caso di guasti, incidenti o condizioni meteo avverse, avrebbe potuto creare gravi disagi per i viaggiatori

La missione affidata alla Protezione Civile, pertanto, non era affatto semplice né già collaudata. Infatti, mentre i normali “grandi eventi” come Expo 2015, visite pastorali del Papa, Giubilei e via dicendo si concretizzano in un’area geograficamente limitata, qui si trattava di operare per più di due settimane su una tratta di oltre 200 km da Milano a Livigno, pronti a intervenire laddove vi si fossero sviluppate criticità.

Il Decreto della Giunta Regionale lombarda n. XII/5599 del 30/12/2025 che definiva la missione, per rispondere a questa esigenza, prevedeva l’impiego di squadre di vario tipo su tre turni da 6 ore ciascuno dalle 06:00 a mezzanotte, in vari punti cruciali da Milano a Livigno. Numerose squadre di tipo tradizionale, definite “AP” (Aliquote di Presidio), erano appiedate e posizionate nei centri di interesse come Livigno e Bormio, sede di gare, Tirano (SO), capolinea della ferrovia, Olympic Boulevard a Milano, Arena Santa Giulia, Assago Forum, Rho-Fiera e altre postazioni.

Per poter garantire il servizio sull'intero territorio coinvolto, erano state attivate una ventina di squadre “UMPI” (Unità Mobili Primo Intervento) per turno, costituite da veicoli in costante pattugliamento mobile di un proprio settore, pronte a intervenire rapidamente su qualunque situazione si fosse sviluppata. Non ultimi, erano stati predisposti sul territorio vari “punti caldi” costituiti da palestre o altre strutture simili, pronti ad accogliere le persone coinvolte in eventuali blocchi prolungati della circolazione.

 

Leggi l'articolo su Radiokit elettronica di aprile 2026