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Nel numero di gennaio abbiamo “remotizzato” un ricevitore SDR sul tetto di casa. Affrontiamo ora le difficoltà di installarlo a centinaia di chilometri di distanza

La remotizzazione di stazioni radio è da tanti anni una prassi diffusa, ma quando si parla di sistemi a lungo non presidiati, si devono curare molti dettagli che, se trascurati, potrebbero causare blocchi difficili da ripristinare a distanza.

Un apparecchio che lavora in autonomia, a molti chilometri dalla nostra abitazione, dovrebbe essere realizzato avendo come obiettivo fondamentale la massima affidabilità per evitare di doversi recare continuamente sul posto per ripristinarlo.

Il secondo obiettivo è l’ottimizzazione dei costi: esso va perseguito in maniera intelligente, cercando di evitare che finisca per impattare negativamente sul primo obiettivo, cioè quello dell'affidabilità.

L’apparato proposto è un ricevitore realizzato con una classica chiavetta RTL-SDR gestita da un Raspberry e messa in rete tramite un modem LTE-4G.

Chiaramente è possibile impiegare qualunque tipo di ricevitore SDR si desideri, purché compatibile con Raspberry, e anche avere più ricevitori contemporaneamente.

Il tutto è montato all'interno di un contenitore plastico dal quale esce solamente il cavo dei 220V e il connettore SMA per l'antenna. L'idea è quella di avere un “box” che, una volta collegato alla corrente e alla sua antenna ricevente, si possa “abbandonare” e gestire totalmente da remoto...

 

 

Leggi l'articolo su Radiokit elettronica di maggio 2026

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