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Tester per Radiocomandi
Analizziamo la tecnologia dei sistemi di apertura
Siamo circondati da automatismi, i telecomandi sono dappertutto, basta premere un tasto per accendere il televisore, cambiare i canali. Molti usano le onde radio per aprire il cancello,
il garage e addirittura inserire un antifurto. Vediamone un po’ la storia e come funzionano.
Il funzionamento dei radiocomandi per il controllo remoto di cancelli automatici, garage, allarmi ecc. si basa sulla trasmissione di segnali radio codificati, che vengono ricevuti da una centralina in grado di interpretarli e agire di conseguenza: apertura, chiusura, attivazione, ecc.
Nel tempo questi apparati si sono evoluti in parallelo con i progressi delle tecnologie radio e della crittografia, passando da sistemi molto semplici, economici ma vulnerabili, ad altri più complessi dotati di algoritmi avanzati con l’obiettivo principale di garantirne l’affidabilità, la sicurezza e la resistenza alla clonazione.
I primi risalgono agli anni ’50/’60 ed erano stati progettati per applicazioni industriali e militari mentre l’uso “civile” si è diffuso solo più tardi a partire dagli anni ’70, appunto con l’introduzione dei sistemi di apertura automatica nelle abitazioni.
A quei tempi si usavano frequenze molto basse, 27 o 38 MHz (il mio vecchio cancello lavora ancora a 38.750!) utilizzando una codifica fissa ovvero trasmettendo sempre la stessa sequenza binaria; erano semplici, affidabili, economici da produrre, ma anche facili da clonare dato che era sufficiente un ricevitore per “ascoltare” il segnale trasmesso e un trasmettitore programmabile per riprodurlo ottenendo un accesso non autorizzato.
I cancelli si possono scavalcare e aprire senza difficoltà con le apposite chiavi meccaniche ma per proteggere un’auto dentro un garage, con l'aumento dei furti e delle manomissioni, si è resa necessaria una maggiore sicurezza e, dagli anni 2000, sono diventati comuni i sistemi a Rolling code, che garantiscono un livello di protezione molto più elevato prevenendo le clonazioni.
La trasmissione radio utilizzata, parliamo di semplici apricancello, è un segnale digitale impulsivo e non modulato OOK (On-Off Keying), oppure ASK (Amplitude Shift Keying) che, con due livelli, è praticamente identico al precedente con la differenza che nel primo caso la portante viene “proprio” spenta mentre nel secondo viene attenuata per trasmettere lo “0”.
Leggi l'articolo su Radiokit elettronica di giugno 2026

