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LoRa, perfetto per le emergenze?
I dispositivi LoRa e le relative reti mesh sono un’ottima soluzione per i casi di emergenza… o no? Andiamone a fondo!
La comparsa sul mercato di dispositivi LoRa a basso costo, avvenuta negli ultimi dieci anni, ha aperto la strada a molte opportunità di sperimentazione per radioamatori e, lavorando su frequenze libere, anche agli appassionati di tecnologia in genere.
Il LoRa, acronimo di “Long Range”, si concretizza in piccoli circuiti integrati in grado di trasmettere dati a bassa velocità con una modulazione molto resistente ai disturbi e a rapporti segnale/rumore molto sfavorevoli che, nonostante potenze molto basse, sono in grado di raggiungere distanze decisamente interessanti. La peculiarità di poter trasmettere con potenze molto limitate li rende compatibili con le restrizioni imposte dalla CEPT ERC/REC 70-03, richiamata dalla nostra legislazione, che prevede, per la banda denominata “h1.7”, l’uso delle frequenze da 869.4 a 869.65 MHz con la rispettabile potenza e.r.p. di 500 mW, con l’obbligo di restare nei limiti di duty cycle ≤10% o implementando la tecnologia Listen Before Talk (LBT) con Adaptive Frequency Agility (AFA) che consente un impegno “intelligente” della frequenza (EN 300 220).
Queste bande di frequenza sono definite “a uso libero”, dove con “libero” non si intende che vi si possa fare tutto quello che si vuole, ma che sono utilizzabili senza concessione o autorizzazione generale. In altre parole, chiunque può utilizzare senza alcuna formalità un dispositivo in radiofrequenza compatibile con questa normativa e questo allarga molto la platea di possibili utenti, dato che non ci si deve limitare ai soli radioamatori.
I moduli LoRa sono nati per applicazioni industriali, in particolar modo per telemetria e telecontrollo....
Leggi l'articolo su Radiokit elettronica di novembre 2026

