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Ground plane VHF da 30 g
Progetto, funzionamento e tecniche costruttive per un’antenna semplice, leggerissima, dal funzionamento sicuro e dall’impiego rapido ed efficace
Questo tipo di antenne specialmente per frequenze VHF/UHF, spesso sono una delle prime autocostruzioni di ogni radioamatore in quanto possono essere realizzate facilmente usando un SO-239 da pannello (la femmina del classico PL) sfruttando i quattro buchi per le viti per fissare i radiali e il centrale per l'elemento verticale, tutti lunghi ¼ d'onda.
Ma come funziona una GP? Come talvolta accade, i nomi attribuiti agli oggetti possono essere fuorvianti. Certamente è il caso della “ground-plane”, il cui nome richiama il “piano di massa” che dovrebbe essere costituito dai radiali dell’antenna. In realtà, il concetto di “piano di massa”è un'altra cosa ed entra in gioco nel caso delle cosiddette “antenne Marconiane”, cioè quelle antenne per basse frequenze (HF, MF, LF) che, per evitare di raggiungere dimensioni esorbitanti, sfruttano come secondo elemento d’antenna il terreno sottostante.
Infatti, se si posiziona un elemento verticale da ¼ d'onda su un piano perfetto conduttore e infinito, l'antenna si comporterà più o meno come un dipolo lungo complessivamente ½ onda pur sporgendo da terra solo ¼ d'onda.
Questo è dovuto al fatto che la componente del campo E/M emessa dall’elemento verticale e diretta verso il basso viene riflessa dal terreno (piano di massa) e reinviata in avanti, rinforzando il campo complessivo (figura 3). Naturalmente, difficilmente il piano di massa sarà un perfetto conduttore e quindi dissiperà in calore molta dell'energia che lo vede coinvolto.
Le decine o centinaia di radiali che si installano sotto a queste antenne servono a creare uno strato superficiale conduttore che preservi l’energia che altrimenti sarebbe dissipata in calore dal terreno..
Leggi l'articolo su Radiokit elettronica di ottobre 2025

