Menu Epocauto
Cerca
Area utenti
Carrello
FIAT ABARTH OT - epocauto novembre 2025
La famiglia OT e i suoi "mostri"
di Elvio Deganello, su epocauto di novembre 2025
Fra il 1964 e il 1966 Carlo Abarth presenta una mezza dozzina di modelli distinti dalla commerciale OT. Dopo avere fatto chiarezza sulla denominazione, presentiamo i più sconcertanti.
Quando si parla di Fiat Abarth OT, bisogna specificare la carrozzeria e la destinazione d’uso per capire a quale modello della numerosa famiglia ci si riferisce. La capostipite debutta nel maggio 1964: è l’innocua berlina Fiat Abarth OT 850 che, con una buona dose di ottimismo adotta la sigla OT con il significato di Omologata Turismo che precede 850, la stessa della cilindrata della omonima Berlina Fiat, elaborando la quale Abarth ha ottenuto un modesto incremento della velocità massima,130 km/h invece di 120 km/h, con un carburatore Solex 34 PBIC e lo scarico che è la specialità della Casa. Esteticamente l’Abarth OT 850 si distingue per la calandra asimmetrica, i cerchi con le finestrelle e i consueti fregi e marchietti ai lati, sui copri-mozzi, sulla coda e sul cruscotto. Il resto è come la Fiat 850 e la clientela giudica il modesto aumento delle prestazioni sproporzionato al prezzo che sale da 798.000 a 870.000 lire.
Carlo Abarth capisce l’errore e il 31 ottobre 1964 al 46° Salone dell’Automobile di Torino, presenta le derivate della Fiat 850 in tre versioni: OT 850/Oltre 130 ritoccata per raggiungere 135 km/h; OT 850/Oltre 150 con 53 CV con velocità di 150 km/h e freni a disco anteriori; OT 1000 con cilindrata di 982 cc (la stessa della 1000 derivata dalla Fiat 600), potenza di 54 CV, velocità massima di 150 km/h e freni a disco anteriori. I prezzi variano da 870.000 a 1.100.000 lire e lasciano indifferente la clientela che invece strabilia per la quarta OT che arriva come un fulmine a ciel sereno a sconvolgere le menti dei benpensanti e ad accendere i più inconfessabili desideri nei patiti delle elaborazioni. Il giorno dopo i quotidiani definiscono “mostro” o “bomba” il modello che è un’ardita estremizzazione del concetto di utilitaria elaborata. Infatti, sulla scocca quasi di serie della popolare Fiat 850, monta il motore bialbero della berlinetta da corsa Abarth – Simca 1600 GT che ha 154 CV, quasi quattro volte la potenza della Fiat 850 e la velocità massima che supera di 20 km/h il limite psicologico dei 200 km/h, dove all’epoca iniziava il territorio delle “supercar”....
La OT 2000 America di un collezionista tedesco fotografata nel 2008.
In apertura un raro fotocolor della Fiat Abarth OT 1600 “Mostro”. Le enormi ruote rivelano subito l’estremizzazione del concetto di auto elaborata. La cilindrata è quasi il doppio dell’originale mentre la potenza di 154 CV è più che doppia e la velocità è di 220 km/h.
ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI:
FIAT ABARTH 2000 su epocAuto di novembre
FIAT 131 RACING E 131 VOLUMETRICO ABARTH - epocauto febbraio 2025

