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PANZER COUPÉ

di Elvio Deganello, su epocauto di febbraio 2026

La Mercedes-Benz presenta i modelli 250 C e 250 CE alla stampa internazionale riunita sul circuito di Hockenheim nel novembre 1968. La meccanica e l’impianto stilistico derivano dalle berline della serie 114 dette “barra 8”, notissime in Germania nelle robustissime versioni diesel adibite a taxi. Trasformare in coupé sportiva un’auto che nell’immaginario collettivo è un taxi, non è impresa facile. Il miracolo avviene a Sindelfingen, piccolo centro a una quindicina di chilometri da Stoccarda, dove opera il Versuchsebteilung, il magico Dipartimento Sperimentale della Mercedes-Benz, che si occupa dello styling, dello sviluppo e delle esperienze. All’epoca il direttore è il tedesco Karl Wilfert e dal 1957 il primo disegnatore è il francese Paul Bracq, affiancato ora dal giovane e promettente italiano Bruno Sacco. La linea della 250 C segna il punto di passaggio dalle concezioni di Bracq, che poi lascia il Versuchsebteilung nel 1967, lasciando a Bruno Sacco il compito di mantenere vivo il tradizionale stile Mercedes, che non è immobilismo stilistico, ma coerenza nell’innovazione. Nelle “barra 8” coupé si vede la “mano” di Bracq nei fari dritti, evoluti dalla 300 SL Roadster che ha disegnato nel 1957, nella soppressione dei montanti centrali che ha anticipato nelle grandi coupé della serie S e infine nelle linee di cresta ai lati del tetto e nel lunotto a trapezio he fa evolvere dalla Mercedes-Benz 230SL “Pagoda” alla quale ha contribuito anche l’allievo Bruno Sacco, che ora completa il lavoro sulle coupé “barra 8” con linee semplici e volumi raccolti seguendo il maestro che sintetizza le proprie idee sull’equilibrio del volumi con la celebre frase: “Una bella auto deve essere come una bella donna, né troppo grassa, né troppo magra”...

 

Con il colore speciale Giallo mimosa 618 questa 250 C “restyling” fa pensare davvero a un taxi degli anni Settanta, ma con la calandra abbassata di sette millimetri e allargata di dieci millimetri, unitamente ad altri piccoli ritocchi, l’aspetto guadagna in slancio ciò che perde in autorevolezza. Nella vista di lato ha un aspetto più dinamico grazie all’eliminazione della seconda lama del paraurti anteriore e allo spostamento del retrovisore che rende più “pulito” l’andamento della fiancata. Lo svantaggio è che il deflettore ora è fisso. Con l’introduzione dei nuovi motori M110 la sola “monoalbero” rimasta in produzione è la 114 V 28 con il motore di 2,8 litri, distinta dal nome commerciale 250 C che infrange la regola della nomenclatura Mercedes basata sulla cilindrata con uno zero in meno.

3mercedes

 

  epocauto 4 2025

 

 

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