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ALFA ROMEO AR51 E AR52 - EPOCAUTO 2-2026
STORIA DI MATTE
di Franco Melotti, su epocauto di febbraio 2026
L’Alfa Romeo 1900 M, AR 51 nel codice militare e “Matta” nel nomignolo popolare, entrò in produzione a dispetto delle ostilità politiche e militari che in ogni modo limitarono gli acquisti dei vari Ministeri Italiani a poco più di 2000 esemplari. Nel marzo 1952, l’Alfa Romeo iniziò quindi a reclamizzare la “Matta” presso il grande pubblico, nella speranza di attirare gli utilizzatori civili per gli impieghi professionali o il tempo libero.
La spedizione Bonzi in Sud America
La prima occasione pubblicitaria si presentò con la Spedizione Bonzi che attraversò il Sud America dall'Atlantico al Pacifico per aprire una nuova via di comunicazione e realizzare un documentario. Al conte Leonardo Bonzi, produttore cinematografico, esploratore, aviatore, avvocato e scrittore, l’Alfa Romeo offrì due AR 51, prelevate dal primo lotto di 723 esemplari militari per il Ministero della Difesa, senza alcuna preparazione specifica per l’impegnativa impresa. Distinte dai numeri di telaio 00002 e 00003, le due 1900 M furono immatricolate a Milano a nome del conte il 23 marzo 1952 con targhe MI 188497 e MI 188496 e subito avviate a Genova per l’imbarco, con rimorchi tipo “biga” per trasportare ciascuna circa sei quintali di materiale fra attrezzature cinematografiche, ricambi, vestiario, tende e altro. Con Lonardo Bonzi viaggiarono il regista Giangaspare Napolitano, l’operatore Giovanni Raffaldi e il responsabile della fotografia Mario Craveri. Il viaggio durò più di quattro mesi, attraversando Brasile, Paraguay, Argentina, Mato Grosso, Ande e Perù: in tutto 11.600 chilometri, più della metà su piste sommariamente tracciate o su vie di migrazione degli animali. Le vetture, come si legge nella relazione inviata da Bonzi ai vertici dell’Alfa Romeo, superarono la dura prova con pochi, banali guasti che non compromisero la spedizione. Il risultato si vide nel documentario Magia Verde, prodotto dalla casa cinematografica Astra di Bonzi che vinse il Premio Speciale al Festival di Cannes 1953. Conclusa l’impresa, Leonardo Bonzi donò la # 00003 ai frati di un convento vicentino. Molti anni dopo, un appassionato la salvò dalla demolizione e la portò in provincia di Modena completa, ma bisognosa di restauro. Bonzi tenne la # 00002 per un paio d’anni, poi la vendette in provincia di Siena, dove lavorò nei boschi del Monte Amiata fino alla soglia degli anni Novanta, quando fu abbandonata in un capanno, dove fu ritrovata nel 2018 e sottoposta a un restauro conservativo che lasciò volutamente i segni delle avventure vissute...
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