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Honda CB 250 Export - epocauto luglio/agosto 2025
PER L'ITALIA, UN SOGNO PROIBITO
di Maurizio Schifano, su epocauto di luglio/agosto 2025
Stile moderno valorizzato da accattivanti livree bicolore, finiture di livello superiore, motore bicilindrico ad albero a camme in testa potente e robusto, cambio a cinque marce e per di più l’allora rarissima comodità dell’avviamento elettrico… Cosa desiderare di più negli anni Sessanta da una moto di soli 250 cc. Peccato che per i potenziali clienti italiani tutto questo sia un “sogno proibito” a dispetto del nome “Dream”, ufficialmente attribuito dal costruttore alla famiglia di modelli nata nel 1949 alla quale appartiene. Stiamo parlando della Honda CB 250 lanciata nel 1968 e in particolare della versione Export, che però in Italia non potrà essere venduta per via di un provvedimento “protezionistico”, preso di lì a poco proprio per impedire di fatto una concorrenza giapponese molto fastidiosa per una produzione nostrana ormai carente, per non dire obsoleta, in quella categoria. Ufficialmente infatti non sarà consentita l’importazione di motoveicoli con peso inferiore ai 180 kg e con cilindrata inferiore ai 380 cc, tagliando così fuori anche altri “gioiellini” made in Japan come le bicilindriche due tempi Kawasaki A1 250, Suzuki T250 e Yamaha 250 DS 6, meno sofisticate ma altrettanto brillanti. In realtà dal 1970 qualche esemplare con queste specifiche riesce a entrare nel nostro Paese grazie a una speciale licenza governativa concessa per quantità molto limitate. Già dall’inizio degli anni Sessanta la Honda vantava una tecnologia d’avanguardia nel settore dei motori pluricilindrici a quattro tempi, sperimentata nelle competizioni e poi adattata all’impiego turistico per garantire prestazioni notevoli con la massima affidabilità. Nell’autunno 1960, distinguendosi dalle soluzioni più “elementari” offerte dai due tempi proposti dalle altre Case giapponesi, la Honda ha lanciato, su pressante richiesta dell’appena inaugurata filiale statunitense, l’evoluta Dream CB 72 Super Sport. Derivata dalla turistica Dream C 72, caratterizzata ancora da una ciclistica ormai antiquata, la Dream CB 72 Super Sport vanta una più moderna forcella telescopica e un’estetica più “essenziale” ed è destinata alla clientela più sportiva;. Monta comunque lo stesso bicilindrico parallelo ad albero a camme in testa di 247 cc, “quadro” (con corsa e alesaggio uguali), inclinato in avanti e supportato dall’alto da un telaio “aperto” in lamiera stampata;.
Mentre per la C 72 la potenza è di 20 CV a 8000 giri/min, per la CB 72 Super Sport è di 24 CV a 9000 giri/min.
La Honda CB 250 Export di Sabrina Alabardi è arrivata dall'Inghilterra. Peculiari della versione Export la strumentazione con tachimetro/contachilometri e contagiri separati, fra loro e dal faro, e l’estetica più moderna valorizzata da vivaci livree bicolore Candy Ruby Red/White (nelle foto), Candy Blue Green/White e più tardi anche Candy Gold/White. Le ginocchiere sui fianchi del serbatoio sono un retaggio del passato tutto sommato pratico. La forcella coi soffietti sugli steli è adottata quasi subito dopo l’esordio del 1968. Robusti, durevoli e comodi I braccialetti in alluminio per i comandi al manubrio, che in basso su quello destro includono il pulsante per l’avviamento elettrico. Ottime le finiture per una moto di quell’epoca.

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