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Carrozzeria Barbi
Design artigianale,
pianale industriale
di Gian Paolo Arborio, su epocauto di giugno 2025
La storia della Barbi Coach & Bus racconta la parabola dell’industria italiana degli autobus: da eccellenza artigianale a settore in declino, travolto dalla globalizzazione. Unica a resistere, Barbi si occupa oggi di commercializzazione di minibus
Il dominio della globalizzazione è probabilmente uno dei fattori che sta contribuendo alla deindustrializzazione dei paesi occidentali. L’Italia ha quasi sicuramente un primato, non certo molto seducente: la scomparsa dei grandi allestitori di autobus. Settore fiorente fino agli anni Ottanta, poi velocemente caduto in declino. Ormai le aziende di trasporto del Bel Paese hanno flotte costituite da veicoli costruiti lontano dai confini nazionali. I grandi carrozzieri, che nel Novecento hanno rappresentato la spina dorsale del trasporto collettivo sono ormai un ricordo. La traiettoria negativa ha avuto il suo "apice" nella recente demolizione dello stabilimento Viberti di Nichelino. Circostanza che segna un confine netto e almeno per il momento invalicabile. Un “insuperamento” che non accenna ad avere reversibilità. In questo assordante monopolio estero c’è tuttavia un tassello che è andato fuori posto: si tratta della Barbi Coach & Bus, erede diretta della Barbi di Mirandola in attività fino al 2018. La storia di questo marchio inizia nel 1905 all’alba della rivoluzione che di lì a poco investe il ramo del trasporto automobilistico. I primi anni del secolo scorso sono messaggeri di una trasformazione epocale segnata dal motore termico, che si consolida come dispositivo cardine nell’equipaggiare i veicoli stradali. L’attività di Galileo Barbi, fondatore della Carrozzeria Barbi, è rivolta alla realizzazione di calessi e carrozze, elementi ancora legati alla trazione animale. Dal piccolo laboratorio di Concordia sulla Secchia (MO) prendono forma rotabili di qualità che introducono l’azienda nel settore del trasporto persone. L’avanzare della modernità e del progresso scanditi dalla diffusione dell’automobile, vede l’azienda Barbi adeguarsi alla nuova produzione. In un mondo che inizia a muoversi sempre più rapidamente l’arte del carrozziere diventa il filo rosso tra il passato e il presente mentre fa capolino un futuro tutto da scoprire.
In apertura. Nel 1968 l’ultimo autobus Lancia, l’Esagamma 715, raggiunge i 100 km/orari. La bella carrozzeria Barbi ne accentua la vocazione turistica.
Sotto. La Siamic, da sempre affezionato cliente Barbi, si affida al collaudato Fiat 306. L’azienda di Mirandola lo confeziona con un frontale classico dove dominano i fari sovrapposti (1970).

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