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ASTON MARTIN DB5 - epocauto di luglio agosto 2025
STAR DEL CINEMA CON JAMES BOND
di Paolo Ferrini, su epocauto di luglio/agosto 2025
"Qualche interessante modifica" per l'Aston Martin DB5 di James Bond, che stupì nel film Agente 007 Missione Goldfinger con i suoi incredibili dispositivi per la difesa e l’attacco
“Dov’è la mia Bentley?” chiede James Bond a Mister Q nelle prime sequenze del film Agente 007, Missione Goldfinger, uscito nelle sale cinematografiche italiane il 25 marzo 1964. “E’ un po’ superata. Temo” gli risponde il tecnico dei servizi segreti di sua Maestà Britannica, mostrandogli la sua nuova auto di servizio: una fiammate Aston Martin DB5 di colore Silver Birch con “Qualche interessante modifica” come dice ammiccando Mister Q. Comincia così la leggenda dell’Aston Martin di 007, una delle automobili più famose della storia del cinema, che valse a John Stears il premio Oscar per gli effetti speciali. Oltre a dotare la DB5 del parabrezza e dei vetri anti-proiettile, Mister Q ha previsto anche una paratia blindata a scomparsa nella coda per proteggere 007 dalle pallottole di eventuali inseguitori. A difesa dell’agente ha posto anche un generatore di cortina fumogena, due getti d’olio nella parte posteriore e uno spargi-chiodi a tre punte nascosto nella luce della retromarcia. Per un eventuale attacco, ha poi dotato la DB5 di 007 di respingenti idraulici nei rostri dei paraurti, di mitragliatrici Browning calibro 30 nascoste dietro gli indicatori di direzione anteriori, di bracci telescopici nei mozzi delle ruote per estendere i gallettoni e trasformarli in lame rotanti (citazione della biga di Ben-Hur nell’omonimo film). Non poteva mancare, ovviamente, una dotazione di armi portatili: è celata in un vassoio sotto il sedile del conducente che contiene una pistola semi-automatica Mauser C96, la fondina/calcio della stessa, una bomba a mano e un coltello da lancio. Meno aggressive, ma utilissime per confondere gli avversari sono le targhe (inglese, svizzera e francese) facilmente intercambiabili a rotazione con un sistema a tamburo. Non mancano accessori come il radiotelefono con cornetta nel pannello della porta e l’Homer, una specie di radar-navigatore che ieri sembravano oggetti da fantascienza, ma oggi fanno sorridere nel confronto con gli smart-phone dei ragazzini. Il particolare che ieri come oggi colpisce di più la fantasia è però il pulsante rosso nascosto sotto il pomello del cambio, che attiva il sedile eiettabile del passeggero con il meccanismo dei seggiolini Martin-Baker degli aerei da caccia. “Sedile eiettabile?” – “Stai scherzando!” - commenta James Bond sorridendo. “Non scherzo mai sul mio lavoro, 007” ribatte Q, mortalmente serio. Insomma, nella leggendaria Aston Martin DB5 ci sono tutti i “ferri del mestiere” di un agente segreto con licenza di uccidere...
Sotto. Il foro che veicola la cortina fumogena e la paratia anti-proiettili in posizione eretta. Sotto, il poderoso motore bialbero a sei cilindri di 3.995 cc con la potenza di 282 CV di serie è al vertice delle GT stradali dell’epoca e non richiede “trucchi” in questo comparto. A destra, la paratia antiproiettile ha il bordo superiore che si allinea perfettamente al coperchio del bagagliaio quando rientra in posizione di riposo su guide parallele. Il porta-targa anteriore con il tamburo girevole può fare apparire alternativamente tre diversi numeri di immatricolazione, l’inglese BMT216A, il francese 4711-EA-62 e lo svizzero LU 6789, ovviamente agisce in sincronia con l’analogo sistema a tamburo nella targa posteriore.

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