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ALFA ROMEO 145 - epocauto luglio/agosto 2025
INNOVARE NELLA TRADIZIONE
di Dario Mella, su epocauto di luglio/agosto 2025
Pur oltrepassando schemi fin lì consolidati, la 145 esprime ugualmente i contenuti tecnici ed estetici che da sempre hanno contraddistinto le vetture del Biscione, coniugando le esigenze di sinergia del gruppo Fiat con ciò che il cliente si aspetta da un’Alfa Romeo
È difficile immaginare come dovrà essere un nuovo modello quando il mercato dell’auto sta cambiando. Ma è quello che accade nei primi anni Novanta, quando entrano in gioco la benzina verde e il catalizzatore e il mercato del diesel vive un momento di crisi dopo il boom precedente. Il problema è sentito in Alfa Romeo, dove, dopo l’ingresso della Casa milanese nel gruppo Fiat, è in corso il rinnovamento della gamma.
Nel segmento C è previsto l’accantonamento dell’Alfa 33 a favore di un nuovo modello che dovrà nascere su di una piattaforma condivisa con Fiat e Lancia. È un bel grattacapo per Walter de Silva, allora a capo del Centro Stile Alfa Romeo, il quale, però, risolve brillantemente il problema di dare una nuova identità alla nascente berlina che sarà la nuova Alfa Romeo 145. Come? Partendo dal diverso concetto di sportività che sta emergendo in quel periodo. Che non pone più in primo piano la connotazione estetica dell’auto sportiva, ottenuta con appendici aerodinamiche, codoli e sovrastrutture varie, ma che si esprime coinvolgendo la persona al volante. È chiaro che le prestazioni restano il fulcro di una berlina sportiva, ma devono integrarsi con una somma di comportamenti individuali votati alla sportività. Come, ad esempio, recarsi in un luogo aperto per una corsa a piedi o in una palestra dove lo scopo è anche quello di fare amicizie e stabilire legami.
Questo concetto di apertura è reso, nella 145, dall’ampiezza della vetratura. Niente finestrini claustrofobici, quasi a volersi isolare dal mondo esterno, ma, al contrario, apertura e dialogo che trovano espressione nell’ampiezza delle portiere e nell’abbassamento della linea superiore della portiera stessa verso il retrovisore esterno. Ma come coniugare tutto ciò con la tradizione della Casa di Arese, espressa anche da forme che conciliano l’eleganza con la sportività? Disegnando una carrozzeria dalle linee morbide, con due volumi e tre porte, in modo da esaltare l’individualità. Poi va sottolineata la velocità, che un’Alfa Romeo deve avere, e qui ci pensa il frontale con il taglio aggressivo della calandra e lo scudetto che termina a filo del paraurti.
In apertura. La vista di profilo dell’Alfa Romeo 145 evidenzia l’ampiezza della finestratura dove, in una prima ipotesi, ci sarebbe dovuta essere un’unica luce tra il montante centrale e quello posteriore. Questa soluzione fu scartata per diversi motivi e sostituita da un montante divisorio mascherato, che permette l’apertura a compasso del finestrino lasciando fissa la parte dietro.
Sotto. La versione top di gamma alla presentazione, la 1.7 16 V. Il cofano con rilievo a V centrale che termina con il piccolo scudetto spiovente, è tipico delle Alfa Romeo anni Novanta.

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