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Toyota MR2 - epocauto settembre 2025
LA "FERRARINA" GIAPPONESE
di Paolo Ferrini, su epocauto di settembre 2025
Meglio una confortevole cabriolet 2+2 a trazione anteriore oppure una sportivissima spider biposto a motore posteriore-centrale? All’inizio degli anni Ottanta in Toyota la domanda è all’ordine del giorno e la risposta è tipica della Casa delle Tre Ellissi: costruirle entrambe!
Nella primavera del 1984 alla versione Cabriolet della quarta generazione Celica (T160), viene affiancata così una prima interpretazione della nuova spider MR2 (W10) equipaggiata con lo stesso 2 litri bialbero tipo 3S-GE della “cugina” Celica e figlia del prototipo SV3, esposto qualche mese prima al Salone di Tokyo. Il nome della nuova vettura esce dai canoni Toyota - che di solito battezza le sue vetture con un nome proprio - e ha diverse declinazioni, le più diffuse delle quali sono Midship Runabout 2 seater e Mid-engine Rear-wheel drive 2 seater. Senza dimenticare ovviamente il soprannome “Mister 2” assegnatole dagli appassionati americani.
Nel caso specifico della MR2, la Lotus Cars (acquisita da Toyota per il 16.5% nell’agosto 1983) si occupa tramite il suo ingegnere Roger Becker dello sviluppo del motore e dell’assetto che molti sostengono sia molto simile a quello delle Lotus X90 e X100.
Dal 1984 al 2007 si realizzeranno tre versioni della Toyota MR2, ma è la seconda (W20) – prodotta per dieci anni a partire dal 1989 e introdotta in Italia in occasione del Bologna Motor Show del 1992 – quella che certamente ha incontrato maggiore successo grazie alla linea più arrotondata completamente ridisegnata, che agli occhi degli appassionati appare come una piccola Ferrari 308 o 348 GTS, insomma una “Ferrarina” made in Japan. Non a caso in Italia se ne vendono circa 1.700 esemplari.

Nel 1984 Toyota affianca alla Celica Cabriolet 2+2 la spider biposto MR2.
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