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L'ULTIMA EVOLUZIONE

di Elvio Deganello, su epocauto di ottobre 2025

Le mutazioni della leggendaria Porsche 356 culminano con la C. Le novità sono i freni a disco, la maggiore potenza e molti piccoli dettagli che rivelano la costante attenzione del costruttore per il perfezionamento del prodotto.

La lettera C segna l’ultima delle tappe evolutive delle Porsche 356, illustrate nei numeri 2023-11, 2024-2, 2024-5 e 2024-12 di epocAuto. In 16 anni i tecnici della Porsche hanno soppesato, affinato ed equilibrato ogni aspetto delle idee espresse con la “Gmünd” nel 1948, per ottenere vetture sempre meglio equipaggiate e meccanicamente efficienti. Senza mai stravolgere l’inconfondibile personalità meccanica ed estetica originaria, sono così giunti alla 356 C, la più fruibile della gloriosa dinastia. Nella 356 C, che debutta nel luglio 1963, troviamo il fascino dei primi esemplari semplici e “asciutti”, aggiornato alle mutate esigenze della clientela e alle nuove tecnologie. Potente, raffinata, veloce, comoda e docile ai comandi, la Porsche 356 C non cambia molto rispetto alla precedente 356 B T6, ma piccole modifiche producono grandi effetti come i freni a disco, così efficienti da essere adottati all’epoca da un numero sempre maggiore di costruttori. I dischi convenzionali Ate-Dunlop montati nelle 356 C non sono una novità, ma un ripiego rispetto ai dischi anulari con pinza interna di concezione Porsche, scartati per ragioni di costi e di praticità. Strettamente collegati ai dischi, in ragione dei diversi mozzi, sono i cerchi a vela con coprimozzi più piatti che hanno un certo impatto estetico sul modello e ne permettono il riconoscimento a prima vista. Altri scontati elementi di riconoscimento sono i loghi S, SC e Carrera 2 sulla coda, che sottendono la nuova gamma dei motori, nella quale è soppresso il 616/1 con 60 CV detto “Dame”. Il nuovo “entry level” è ora il 616/15 con 75 CV, evoluto dal 616/12 della precedente 1600 Super di pari potenza e con i cilindri di ghisa. Le novità sono le valvole di scarico di maggior diametro, le camme con profili rivisti per incrementare la coppia e la frizione con il diametro di 200 mm, inedita per il “75 CV”...

 

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Una 356 SC Coupé del 1964. I cerchi a vela e lo specchio retrovisore tondo permettono di distinguere a vista le 356 C dalle 356 B T6. Il contenuto e la grafica della nuova scritta distintiva visibile sul posteriore non lasciano dubbi sull’identità del modello.

 

  epocauto 4 2025

 

 

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