x 
Carrello vuoto

 

BUONA PER LA STRADA, BUONA PER LE CORSE

di Paolo Ferrini, su epocauto di ottobre 2025

Con la meccanica derivata dalla serie e il prezzo ragionevole, le piccole MG conquistano gli sportivi. Nel 1934 la PA rimedia ai problemi della J e va così bene che è inviata alla 24 Ore di Le Mans. Da quell’esperienza nasce la PB.

Nella prima metà degli anni Trenta la MG è nel cuore degli sportivi con il modello J, ma il bel motore con la distribuzione monoalbero in testa derivato dalla Morris Minor del 1928 ha due soli cuscinetti di banco e la guida “allegra” si paga con frequenti richieste di sostituire gli alberi motore rotti. Non è un guasto di poco conto e la Casa cerca di parare le brutte figure con un foglio di servizio nel quale raccomanda di non rettificare gli alberi per non metterli a rischio di frattura. In pratica scarica la responsabilità sui riparatori, ma deve correre in fretta ai ripari. Per economia bisogna lavorare sul materiale esistente e i tecnici della MG decidono che la via più breve è eliminare due dei sei cilindri del motore della MG K-Type “Magnette”, derivato a sua volta da quello della Wolseley Hornet. Il “taglio” avviene eliminando il quarto e il quinto cilindro in modo che al centro del monoblocco rimanga il cuscinetto di banco principale, così i cuscinetti sono tre e il problema è risolto. Oltre a un nuovo albero motore, il motore accorciato richiede un nuovo albero a camme per la testata a flusso incrociato, vale a dire con valvole di aspirazione su un lato e quelle di scarico sull’altro. Particolarmente azzeccata, è l’adozione del sistema Tecalemit di lubrificazione con due filtri (uno esterno e l’altro costituito da una rete di garza nella coppa) che assicurano un accurato filtraggio dell’olio, prolungando così la vita dell’albero e dei cilindri. Il nuovo motore ha la cilindrata di 847 cc e con due carburatori SU sviluppa 36 CV (26 kW) a 5.500 giri/minuto, più che sufficienti per un modello sportivo, in più dimostra di sopportare senza problemi l’impiego prolungato a elevati regimi di rotazione... 

 10ghibli1

10mg

La MG PA Roadster telaio # PA0518 nella combinazione di colore Verde Ulster/Verde Dublino. All’inizio della produzione la carrozzeria Roadster era la sola disponibile per il modello. Il classico frontale non differisce molto da quello del modello J-Type che precede la PA-Type, la vera differenza è sotto il cofano. Il motore con tre supporti di banco ottenuto eliminando due dei sei cilindri del blocco della MG “Magnette” sviluppa 36 CV (26 kW) a 5.500 giri/minuto con due carburatori ed è molto affidabile. Nella vista dal lato scarico è visibile la testata a flusso incrociato con le valvole di aspirazione su un lato e quelle di scarico sull’altro.
La plancia della # PA0518 presenta una bella e razionale strumentazione incastonata nel cruscotto rivestito di legno. L’orologio e il termometro sono accessori.

10mg2

La MG PA telaio # PA1438 con la carrozzeria Tourer che in italiano si può tradurre con la parola torpedo. I sedili posteriori mostrano la principale differenza fra la carrozzeria Roadster (aperta a 2 posti) e la carrozzeria Tourer (aperta a 4 posti). Nella vista di trequarti posteriore con la cappotta chiusa ha un aspetto sicuramente meno snello della Roadster, ma recupera in abitabilità ciò che perde in snellezza.

 

  epocauto 4 2025

 

 

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI:

ALFA ROMEO SPIDER 916 - epocauto marzo 2025

Alfa Romeo 2600 Spider - su epocAuto di luglio

Alfa Romeo S.Z. - su epocato novembre 2023