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UNA TIPA CHE SA IL FATTO SUO

su epocauto di maggio 2026

Negli anni Ottanta la Casa svedese sorprende con una sportiva “tutto avanti” che ricerca la fluidità e il piacere di guida più delle prestazioni. A questo unisce la qualità tipica svedese e numerose dotazioni di avanguardia, sia per il comfort sia per la sicurezza. 
Con la consulenza di Lotus e Porsche.

Presentata al Salone di Ginevra del 1986 e prodotta nello stabilimento olandese di Born, la 480 è la capostipite dell’ambizioso programma di rinnovamento Volvo denominato Galaxy. Il progetto G-13, inizialmente finalizzato alla creazione di una vettura media per il mercato nordamericano, dà invece vita a una personale sportiva a 4 posti che non sarà mai venduta negli USA.
La linea, disegnata dall’olandese John De Vries, è molto originale, a cuneo, con un lungo cofano in materiale composito e il frontale con i fanali a scomparsa, elemento tipico delle sportive italiane e giapponesi coeve, mentre la classica griglia Volvo con la fascia diagonale è posizionata in basso, sotto un pronunciato paraurti anteriore. La coda da station wagon richiama quella dell’antenata P1800 ES del 1971, di cui riprende il portellone in vetro; i fanali posteriori sono a sviluppo orizzontale, collegati da una fascia catarifrangente. Le porte ampie e massicce avvolgono il tetto, al fine di garantire una migliore accessibilità, aumentare la silenziosità di marcia e ottimizzare l’aerodinamica. I cerchi sono in lega leggera da 14 pollici con disegno a 5 razze.
Quattro posti e tanta aria
Il design interno è del britannico Peter Horbur, diventato poi responsabile del design di Volvo Auto. Il risultato denota un attento studio ergonomico. L’abitacolo, grazie alle ampie superfici vetrate, è molto luminoso e, considerato il genere di vettura, anche spazioso. I sedili ben profilati e il volante a due razze sono regolabili consentendo al guidatore di assumere una posizione sportiva, con gambe distese e baricentro basso, ma comoda. La plancia è curata e moderna, costruita con materiali morbidi e con una strumentazione ricchissima di indicatori sia analogici sia digitali, tra cui il check-control...

 

PRODOTTA IN OLTRE 76.000 ESEMPLARI
In un mercato sempre più orientato verso le berlinette sportiveggianti, la Volvo ha creato un modello “sui generis”, praticamente senza dirette concorrenti. Il design ha una forte personalità, è spaziosa e comoda per quattro adulti, ottimamente costruita, con una dotazione ricchissima e un livello di sicurezza al top, che ne giustifica ampiamente il prezzo, non proprio popolare, di oltre 23 milioni di Lire nel 1987. La 480 è da subito bene accolta dal pubblico, considerata un'auto particolare e di classe; la stampa specializzata sottolinea soltanto che un telaio così ben concepito meriterebbe un motore più brillante, rilievo a cui la Volvo pone rimedio con la Turbo. Nei primi tre anni vengono assemblati circa 40.000 esemplari, non pochi per una coupé di nicchia. Successivamente la produzione subisce un calo fisiologico, complice l'arrivo nel settore di nuove proposte. L'ultima 480 esce dalla catena di montaggio nel 1995, dopo 76.375 unità prodotte. In Italia nel primo anno di commercializzazione vengono venduti 2.592 esemplari, che salgono fino a circa 3500 nei tre anni successivi. In totale ne verranno consegnate circa 18.700.

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  epocauto 4 2025

 

 

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