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CONTRO L'OMOLOGAZIONE DELLE PIATTA-FORME

su epocauto di maggio 2026

I pianali standardizzati oggi dominano l’industria automobilistica. La “mono spazio” del Lingotto invece aveva un telaio di lamiera piegata, ma soprattutto una personalità sconosciuta al tempo delle sinergie che appiattiscono i caratteri.

Nel 1997 fu presentato uno dei primi esempi di social-media, anche se non proprio nell’accezione che hanno oggi le app più famose. SixDegrees.com era un sito che metteva in contatto le persone per annullare i sei gradi di separazione tra di loro, secondo la teoria che sei persone uniscono ogni essere umano a un altro, sconosciuto. Una specie di Facebook ante litteram.
La Fiat Multipla a sei posti, presentata nel 1998, è un’automobile-veicolo che sembra fatto apposta per annullare quegli stessi sei gradi. È anche un esempio di cosa era capace la Fiat a fine anni Novanta, non un’era geologica fa. La Multipla fu ideata come monovolume sotto i 4 metri di lunghezza.
Nel 1998 il Lingotto aveva un accordo con il gruppo PSA per realizzare furgoni e monovolume, che vincolava Fiat a produrre soltanto i frutti di quell’accordo: l’Ulysse e la Lancia Z, come i francesi potevano fare Peugeot 806 e Citroën Evasion, tutti a sei posti. Quell’accordo impediva di lavorare a un altro progetto di automobile a sei posti, ma con una clausola per la dimensione: oltre i 4 metri. Dato che i monovolume di cui sopra avevano tre file da due posti, in Fiat ragionarono su un’idea di auto di segmento C con due file di tre sedili: la Multipla infatti è lunga 399 cm.
Artefici del progetto furono Roberto Giolitto, oggi a capo dell’Heritage Stellantis, Chris Bangle – responsabile del design Fiat – Michael Robinson a capo dell’advanced design, Luciano Bove, Andreas Zapatinas ed Ermanno Cressoni, che veniva dalle carrozzerie Alfa Romeo dove aveva lavorato con Giuseppe Scarnati. Erano gli anni dei Multi Purpose Vehicle americani, come la Chevrolet TransSport; si studiava il concetto di people mover; a Detroit c’era la monorotaia, in Europa Renault aveva fatto l’Espace. In Fiat fu indetto un concorso interno sul tema e Giolito portò avanti l’idea di 6 posti tutti uguali, comodi, con mezzo metro cubo di bagagliaio...

 

La Fiat Multipla prima serie (modello 186, dal 1998 al 2004) era disponibile con due motori, tre tipi di alimentazione, due allestimenti. I motori erano l’1.6 16 valvole della serie “Torque” da 103 cavalli, con alimentazione a metano (Blupower, 4 bombole), metano/benzina (Bipower, 3 bombole per 26 kg e serbatoio benzina da 38 litri, commutabile dal posto guida) oppure Gpower (Gpl). Con il metano la potenza scendeva a 90 CV e la velocità massima a 157 km/h contro 168 andando a benzina; l’autonomia complessiva della Bipower era di circa 900 km. L’altro motore era l’eccellente turbodiesel 1.9 JTD da 105 cavalli. Gli allestimenti erano SX, con climatizzatore manuale, ed ELX con fendinebbia, specchi elettrici, rivestimenti interni più curati e doppio tetto apribile a richiesta. In alto, il posto guida rialzato permetteva una visuale perfetta della strada e in generale una visibilità di ottimo livello anche per la sicurezza attiva, oltre a permettere di appoggiare il braccio sinistro comodamente e ben steso sul pannello porta. Molto comode erano anche le grosse maniglie interne, visibili anche in queste immagini.

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  epocauto 4 2025

 

 

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