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ALFA ROMEO GIULIETTA TURBODELTA - EPOCAUTO APRILE 2026
UNA FAVOLA SENZA LIETO FINE
su epocauto di aprile 2026
Nel 1983 ad Arese si pensa alla sostituta dell’Alfetta GTV6 come auto per le gare Turismo. Ma c’è confusione: il coupé si avvia a vincere quattro campionati di fila e la Federazione cambia il regolamento. La Giulietta col turbo nasce con… gli esemplari contati e la produzione termina prima del previsto
Nei primi anni Ottanta l’Alfa Romeo vince il Campionato Europeo Turismo con l’Alfetta GTV6, che domina la II divisione (da 1600 a 2500 cc) per quattro anni consecutivi dal 1982 all’85. Arese vince anche il titolo assoluto: vincendo con costanza la propria classe, fa più punti di Bmw e Jaguar che in Divisione 1 si tolgono punti a vicenda a ogni gara. L’Euroturismo è da sempre un campionato a cui il Biscione tiene parecchio e nel quale ha creato buona parte del proprio prestigio: tra gli anni Settanta e Ottanta è una serie combattutissima nella quale gareggiano auto simili a quelle di serie, con una ricaduta immediata di immagine, in caso di vittorie, dalla pista alle vendite.
Una sola possibilità
Proprio nello stesso periodo ad Arese già pensano al passaggio di consegne dall’Alfetta coupé (che è sul mercato da una decina d’anni) a un nuovo modello, preso in considerazione a partire già a partire dal 1982. Con un anticipo perfino eccessivo dati i risultati, il passaggio si preannuncia comunque difficile: la nuova arma da corsa non può essere l’Alfa 90 (in uscita sul mercato nel 1984), che privilegia la souplesse di guida a scapito delle prestazioni e della sportività. Rimane la Giulietta, berlina moderna, caratterizzata in senso sportivo e con una salda presenza sul mercato. Il telaio è di qualità molto simile a quello dell’Alfetta con la disposizione transaxle della meccanica, le sospensioni raffinate e la ripartizione del peso ideale. Manca però il motore: in gamma ci sono i bialbero da 1.357 a 1.962 cc, eccellenti ma non abbastanza potenti. Servirebbe quanto meno montare sul corpo della berlina il V6 2.5, già montato sull’Alfetta GTV. Ma il nuovo regolamento richiede una cospicua produzione in serie per ottenere l’omologazione sportiva. Cosa inaccettabile in quel periodo per l’Alfa Romeo: non c’è margine per investimenti sull’industrializzazione di un modello indirizzato soltanto alle competizioni, quando quello che servirebbe ad Arese sarebbe una maggiore produttività per aumentare la redditività dell’azienda. Ma una scappatoia c’è, ed è data dalla produzione, certamente in numero sufficiente per ottenere l’omologa, dei motori quattro cilindri bialbero.
IN FOTO La Giulietta è stata l’ultima Alfa Romeo di serie a fregiarsi del simbolo dell’Autodelta: il logo si trova sul cofano posteriore, unito alla scritta “turbo”. Naturalmente non manca il marchio dell’Alfa Romeo, al centro del cofano stesso. L’Autodelta fu coinvolta in prima persona nella realizzazione di questo modello, che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto servire a omologare il motore sovralimentato per le gare dei campionati Turismo, in primis quello europeo.

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