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STILE E PRESTAZIONI

su epocauto di aprile 2026

Quando al Salone di Francoforte nel settembre del 1995 l’intero mondo degli appassionati e degli addetti ai lavori vide la proposta di stile della Audi TT Coupé capì che la Casa aveva finalmente deciso di costruire un’automobile sportiva. Un’impressione rafforzata dalla vista, al successivo Salone di Tokyo in novembre dello stesso anno, della versione Roadster

Il nome prescelto per questa vettura evoca la sportività più spinta in quanto si riferisce al Tourist Trophy, la gara motociclistica più famosa al mondo nella quale le motoleggere DKW, anch’esse con il marchio a quattro anelli della Auto Union, riportarono successi importanti.
Non che Audi, in quanto tale, si fosse tenuta ai margini dell’attività agonistica, tutti sanno delle vittorie nei Campionati Rally della “quattro”, ma è un fatto che, a parte la super specialistica “Quattro Sport”, i suoi coupé precedenti erano stati esempi paradigmatici di coupé “alla tedesca” e cioè un qualcosa di poco diverso da una berlina a due porte.
Questa graziosissima automobile è stata allestita sul pianale PQ34 del Gruppo VW, condiviso con la VW Golf IV e con l’Audi A3 ma con passo accorciato da 2.511 a 2.422 mm: una piattaforma di sicura efficacia con quattro ruote indipendenti con avantreno Mc Pherson e retrotreno a bracci trasversali e braccio longitudinale, freni a disco autoventilanti su tutte le ruote assistiti da sistema antibloccaggio ABS e sterzo a cremagliera servo assistito.
Considerazione sull'efficacia che si può trasferire pari pari al comparto motopropulsore per quanto il motore, inizialmente, fosse uno solo: un quattro cilindri da 1,8 litri disposto trasversalmente e sovralimentato mediante turbocompressore e fortemente caratterizzato dalla distribuzione a cinque valvole per cilindro, tre di aspirazione e due di scarico.
Le versioni in cui viene proposto sono invece due: una da 180 CV per una TT a trazione anteriore o integrale e un’altra, per i più esigenti, da 225 CV con turbo maggiorato e doppio intercooler, esclusivamente a quattro ruote motrici e immediatamente riconoscibile dai doppi tubi di scarico.
Nel caso delle “quattro”, la trazione al retrotreno non viene ottenuta mediante un differenziale centrale meccanico, come nelle Audi “quattro” citate, ma attraverso un giunto tipo “Haldex”: una frizione multidisco assistita da una pompa idraulica che, in caso di slittamento di uno degli assi, comprime i dischi frizione attraverso l’aumento della pressione dell’olio in cui sono immersi...

IN FOTO La prima Audi TT così come consegnata ai primi clienti senza lo spoiler posteriore.
Tre particolari suggestivi e molto in sintonia con lo spirito dell’auto: il rivestimento delle soglie delle portiere con il nome dell’auto come a dire "si parte per il Tourist Trophy"; i cerchi in lega a sei razze della prima serie che certamente sono i più personali tra quelli che ha montato la TT.

 

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  epocauto 4 2025

 

 

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