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ROVER P4 - EPOCAUTO OTTOBRE 2026
ROVER P4, Occhio di ciclope, coda d'anatra
su epocauto di ottobre 2026
Con una complicazione squisitamente inglese, il modello si chiama P4 secondo la nomenclatura all’azienda, ma le versioni erano definite dalla seconda sigla, numerica, che indicava (circa…) la potenza: 75, 90 e via discorrendo. Meglio allora rifugiarsi nel soprannome dovuto alle curiosità estetiche; tuttavia il “terzo occhio”, retaggio della vecchia P3, durò soltanto fino al 1952.
Il Salone dell’Automobile di Londra che il 27 ottobre 1948 apre i battenti all’Earls Court Exhibition Centre è il primo del dopoguerra, ma soprattutto è destinato a essere ricordato negli anni come un importante capitolo della storia dell’automobile. Non soltanto perché la maggior parte dei costruttori britannici espone qui per la prima volta le proprie novità dopo la parentesi bellica, ma anche e forse soprattutto per la rilevanza che i nuovi modelli sugli stand avranno nella storia dell’automobile. Qui debuttano infatti la prima Land Rover e una sportiva destinata a lasciare il segno come la Jaguar XK 120. La rassegna londinese è il punto di partenza di un quadriennio nel quale l’industria britannica dell’automobile cambierà progressivamente volto.
Importante rappresentante di questo periodo è la Rover P4, una berlina a 4 porte di classe medio-alta prodotta in varie versioni e in 130.312 esemplari dal 1949 al 1964. Tutte le versioni sono progettate da Gordon Bashford, hanno telaio separato dalla carrozzeria, motore anteriore, trazione posteriore. Sono lunghe 4.528 mm, larghe 1.666 mm, alte 1.607 mm e hanno un passo di 2.819 mm. E sono tra le ultime automobili britanniche con le porte che si aprono ad armadio. Particolare curioso: questo modello non è noto al pubblico con il nome P4, ma con la sigla numerica usata internamente alla Rover...
Quando, nel settembre 1949, il pubblico vide la prima Rover P4 (altrimenti nota come Rover 75) le affibbiò subito il soprannome di “Ciclope” per via del grande faro posto al centro della mascherina anteriore. Nell’abitacolo non si lesinava con la radica, secondo lo stile inglese; curiosa la strumentazione con strumenti piccoli e quadrati, dalla leggibilità dubbia. Le porte posteriori erano incernierate dietro e il telaio era separato, con sospensioni anteriori a ruote indipendenti con molle elicoidali e posteriori a ponte rigido con balestre.

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