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ALFA ROMEO BRERA - EPOCAUTO SETTEMBRE 2026
VIAGGIARE CON STILE
su epocauto di settembre 2026
L’Alfa Romeo Brera eredita la muscolosa armonia estetica dal magnifico prototipo che vince il Premio Design Concept Award nel Concorso d’Eleganza di Villa d’Este 2002. Nella produzione di serie si susseguono validi motori di cilindrata e potenza diverse, con qualche rimpianto per il V8 Maserati del prototipo.
Che una coupé sportiva condivida lo stile con una berlina potrebbe non essere motivo di commento, ma in questo caso non si può svicolare poiché l’Alfa Romeo Brera ha condiviso la faccia di una delle berline più belle di tutti i tempi: l’Alfa Romeo 159. Fatta questa precisazione, la Brera è un’auto che meritava di più sia dal Gruppo Fiat-GM, di cui allora faceva parte l’Alfa Romeo, sia dal mercato.
La Brera debutta al Salone di Ginevra nel 2002 come “concept” e un mese dopo partecipa al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este nella sezione “Design Concept Award”, dove la BMW (organizzatrice del Concorso stesso, ndr) è presente con ben tre prototipi: CS1 da cui deriva la Serie 1 Coupé E87, Z9 da cui deriva la serie 6 E63, e X Coupé su base X5 E53 che non ha seguito; tutti accompagnati dal designer Chris Bangle che pregusta la vittoria elargendo larghi sorrisi.
Deve rinfoderarli quando il primo premio va all’Alfa Romeo Brera, accompagnata dal designer Fabrizio Giugiaro che nell’immaginario appare come Tazio Nuvolari nel Gran Premio di Germania 1935: in sostanza, un rotondo Italia - Germania 1-0. Concludo la digressione, che mi sembra pertinente visto il ruolo dello stile sul crescente apprezzamento dei collezionisti, sottolineando che la Brera di serie, pur costruita in acciaio anziché in fibra di carbonio, differisce stilisticamente poco dalla vincitrice del “Design Concept Award” e collezionerà altri dieci premi, compreso il Compasso d’Oro 2004.
Altri artisti come Wolfgang Egger del Centro Stile della Casa, e Guglielmo Cartia della Pininfarina, hanno curato gli interni con buoni risultati, tranne in qualche caso, sull’abbinamento dei colori che non credo però dipendesse da loro. Occorre perciò cercare in altri settori il motivo del non eccezionale successo del modello. Credo che gli “Alfisti” intuiscano che sto per parlare dei motori ma, sorpresa, lo farò assolvendoli anche se sono certo che se la Brera avesse conservato il V8 Maserati del prototipo starei scrivendo un’altra storia...
IN FOTO La Alfa Romeo Brera in tutto lo splendore della sua linea disegnata da Giorgetto Giugiaro; in alto un elegantissimo esemplare nero con cerchi da 18”: la misura
che pare quella ottimale per coniugare resa estetica e guidabilità dell'auto. Nel posteriore i quattro aggressivi terminali di scarico rettangolari.

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