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NE RESTERA' UNA SOLTANTO...

su epocauto di novembre 2026

Da una rassicurante e solida berlina come la 1400 si passa a una vettura sorprendente, in grado di sfruttare tecnologie e materiali aeronautici. Potremmo chiamarla “Highlander”, in omaggio al blockbuster anni Ottanta, essendone rimasto un solo esemplare.

Il dopoguerra vede nella Fiat 1400 uno dei modelli più innovativi, destinato a rivoluzionare il mercato sotto le sembianze di una paciosa berlina. Si tratta, infatti, della prima vettura costruita dalla casa torinese ad avvalersi della scocca autoportante. A tanta avanguardia strutturale fa da contraltare una meccanica all’insegna della tradizione. Il propulsore, un compromesso tra le volontà di Dante Giacosa e le pressioni del settore commerciale, è infatti un quattro cilindri di 1,4 litri in grado di sviluppare 44 CV. Nasce così, come dalle specifiche degli “Uffici Tecnici Autoveicoli” capeggiati da Giacosa, un’auto robusta in grado di lasciare un segno con le sue varie evoluzioni. Il mondo dell’automobile sta cambiando: il pubblico non si accontenta più della semplice vettura di serie, ma pretende la personalizzazione. “Qualsiasi cliente può avere un’auto di qualunque colore desideri; purché sia nero”: il famoso paradosso di Henry Ford invecchia precocemente, lasciando spazio al talento di carrozzieri e preparatori. La vettura di cui stiamo per parlarvi si origina dall’incontro tra pianale e meccanica della Fiat 1400 e il genio di un designer e italiano: Ugo Zagato.
Panoramica Zagato: tecnologia e innovazione
Il primo dopoguerra rappresenta per l’atelier milanese una fase di forte innovazione. Debutta così la serie “Panoramica”, concepita per rendere l’abitacolo più luminoso migliorando la visibilità. La leggenda vuole che l’ispirazione colpisca Zagato durante una sosta al semaforo, non riuscendo a vederne bene l’indicazione a causa della limitata altezza del parabrezza. La soluzione? Alzare il padiglione e ampliare le superfici vetrate. Il desiderio si scontra con le tecnologie dell’epoca, non ancora in grado di consentire curvature o bombature dei cristalli di una vettura. La svolta arriva dall’aeronautica, tramite l’uso del polimetilmetacrilato, che ben si è comportato sui caccia della seconda guerra mondiale. Se il nome chimico del materiale non vi dice nulla, basti citare le denominazioni commerciali: Plexiglas o Perspex a seconda del depositario del brevetto.

  

Fiat 1400 Panoramica Zagato. Il posteriore è un insieme che non lascia indifferenti. Le piccolissime luci fanno da contraltare alla imponente bauliera.

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